sabato 30 maggio 2009
giovedì 30 aprile 2009
sabato 4 aprile 2009
La politica è una scimmia sospesa fra "Torna a casa Lessie" e "Piove governo ladro"
Forse abbiamo esagerato un po' nel criticare l'affare Fitto - Ria. Siamo stati indotti in errore dal fatto che credevamo che la coalizione dell'Ulivo avesse contaminato in maniera definitiva quella parte dei DC che per un certo tempo ha frequentato le austere sezioni dell'ex PCI. Ma in effetti Ria e Fitto, come pure Casini, Mastella, Cuffaro, Ciancimino, Lima, Gava, Leccisi, Gaspari, Andreotti, De Mita, Cossiga, Cirino Pomicino, Sbardellla e Ciarrapico sono stati per lungo tempo allevati dalla stessa mamma. Una mamma che ha predicato sempre e comunque l'esercizio del potere, mentre l'opposizione toccava, ex "fattore K", al PCI.
Insomma Ria è un po' come Lessie che alle fine della puntata torna sempre a casa.
Qualcuno obietterà che in quella DC c'era anche Moro e Dossetti, ma il primo è stato ucciso il secondo è quasi santo.
La destrutturazione del sistema elettorale proporzionale, e non tangentopoli, insieme ai partiti ha distrutto anche la politica. Così dal 1994 ad oggi solo apparentemente vi è stata alternanza, in realtà i vasi fra i due schieramenti sono diventati sempre più comunicanti e le chance di stare sempre dalla parte della "ragione" sono raddoppiate: basta un "oplà" e la cosa è fatta.
Socialisti a parte, è vero che molti comunisti sono passati alla corte di Berlusconi, anche se si trattava di mezze calzette del PCI, e sin qui si potrebbe gridare al tradimento, ma in fin dei conti bisogna ammettere che nei due partiti maggiori c’è una zona grigia, incolore, una sorta di cerchio degli ignavi stile inferno dantesco, che non ha bisogno di fare grandi salti.
Come per i frontalieri c'è una linea immaginaria, chiamata confine, che separa il luogo nel quale dormono da quello in cui lavorano, così anche decenza e indecenza sono separate solo da una linea immaginaria fatta soprattutto dall'educazione che uno ha ricevuto, dal clima che ha respirato nella famiglia in cui è nato, dalle amicizie che ha frequentato, dalle scuole in cui ha studiato e, soprattutto, da quello che ha capito quando ha studiato.
La vulgata vorrebbe che in politica tutto è consentito, ma questo è vero solo quando il popolo lo consente,appunto.
Andate a chiederlo agli americani se è così? Si fa presto a dire primarie! Non si è mai visto in quel paese che uno che perda le primarie per il partito democratico si vada poi a candidare per il partito repubblicano. Mai!
Si fa presto a dire America! Ted Kennedy ha visto sfumare la sua sicura elezione a presidente degli USA per la storia dell'incidente di auto in cui gli fu contestato il reato di omissione di soccorso che gli valse due mesi di carcere: lui era il fratello di due eroi morti ammazzati.
Per quel che riguarda noi, la nostra "ingenuità" politica, la nostra educazione fatta di valori, anche se la domenica e le altre feste comandate non frequentiamo con assiduità i riti religiosi, come fanno "quelli della zona grigia”, ci porta a fare un passo indietro quando il nostro partito ci delude e non a passare dall'altra parte: ma noi rappresentiamo quella schiera di politici che difficilmente il popolo chiamerà a governare, perché al popolo piace dire "Piove, governo ladro"!
da http://www.sinistrademocratica-alliste.it
Insomma Ria è un po' come Lessie che alle fine della puntata torna sempre a casa.
Qualcuno obietterà che in quella DC c'era anche Moro e Dossetti, ma il primo è stato ucciso il secondo è quasi santo.
La destrutturazione del sistema elettorale proporzionale, e non tangentopoli, insieme ai partiti ha distrutto anche la politica. Così dal 1994 ad oggi solo apparentemente vi è stata alternanza, in realtà i vasi fra i due schieramenti sono diventati sempre più comunicanti e le chance di stare sempre dalla parte della "ragione" sono raddoppiate: basta un "oplà" e la cosa è fatta.
Socialisti a parte, è vero che molti comunisti sono passati alla corte di Berlusconi, anche se si trattava di mezze calzette del PCI, e sin qui si potrebbe gridare al tradimento, ma in fin dei conti bisogna ammettere che nei due partiti maggiori c’è una zona grigia, incolore, una sorta di cerchio degli ignavi stile inferno dantesco, che non ha bisogno di fare grandi salti.
Come per i frontalieri c'è una linea immaginaria, chiamata confine, che separa il luogo nel quale dormono da quello in cui lavorano, così anche decenza e indecenza sono separate solo da una linea immaginaria fatta soprattutto dall'educazione che uno ha ricevuto, dal clima che ha respirato nella famiglia in cui è nato, dalle amicizie che ha frequentato, dalle scuole in cui ha studiato e, soprattutto, da quello che ha capito quando ha studiato.
La vulgata vorrebbe che in politica tutto è consentito, ma questo è vero solo quando il popolo lo consente,appunto.
Andate a chiederlo agli americani se è così? Si fa presto a dire primarie! Non si è mai visto in quel paese che uno che perda le primarie per il partito democratico si vada poi a candidare per il partito repubblicano. Mai!
Si fa presto a dire America! Ted Kennedy ha visto sfumare la sua sicura elezione a presidente degli USA per la storia dell'incidente di auto in cui gli fu contestato il reato di omissione di soccorso che gli valse due mesi di carcere: lui era il fratello di due eroi morti ammazzati.
Per quel che riguarda noi, la nostra "ingenuità" politica, la nostra educazione fatta di valori, anche se la domenica e le altre feste comandate non frequentiamo con assiduità i riti religiosi, come fanno "quelli della zona grigia”, ci porta a fare un passo indietro quando il nostro partito ci delude e non a passare dall'altra parte: ma noi rappresentiamo quella schiera di politici che difficilmente il popolo chiamerà a governare, perché al popolo piace dire "Piove, governo ladro"!
da http://www.sinistrademocratica-alliste.it
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Intervento
mercoledì 4 marzo 2009
Giornata internazionale delle donne: iniziativa della Sinistra Democratica ad Alliste
Per la giornata internazionale della donna, il collettivo femminile di Sinistra Democratica "Sez. Pio La Torre" di Alliste organizza
"...con le spalle al muro"
(regia di Mariolina Crespino)
rappresentazione teatrale omaggio a tre donne uccise per le loro scomode verità.
Appuntamento sabato 7 marzo alle ore 20.00, presso il Cinema Oriente di Alliste.
Si accede per invito da richiedere allo 339/1602054.
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Appuntamenti,
Iniziative
martedì 24 febbraio 2009
C’erano una volta le primarie… quando queste convengono
Il dibattito in questi mesi ruota intorno alle diverse posizione dei partiti politici costituenti il centrosinistra. E precisamente quali di questi è favorevole o contrario alle primarie.
Non il bene della collettività, ma una scelta politica di pochi.
Non l’idea che la politica è al servizio del cittadino, ma l’idea che il cittadino è suddito della politica e delle sue decisioni.
Intorno ad un tavolo che affida alla sintesi (quale?) delle diverse anime la scelta del candidato presidente, uno come me che proviene dalla piazza, dalla strada, dal rapporto quotidiano con la gente, si sente a disagio.
Non mi assumo la responsabilità politica di fare proposte di nomi.
Dovranno essere i cittadini a scegliere chi gradiscono, dovranno essere le primarie a scegliere il candidato.
Non che io sia un sostenitore delle primarie….non ero e non sono affezionato a questo strumento ma credo che in questa fase occorra restituire la politica agli elettori.
Vogliamo essere lo strumento attraverso cui gli elettori possano esprimere la loro scelta…allora si farò la mia proposta, e sarà quella certificata dalla gente.
In questi giorni stiamo avvertendo che il popolo si sveglia, e l’esempio lo sono le centinaia di mail che ogni giorno riempiono le nostre caselle di posta.
Tutti per le primarie.
E allora perché non cedere quella presunta sovranità nella scelta ai nostri elettori, che meglio saprebbero interpretare le reali esigenze di un ente che per tempo abbiamo governato e governato bene.
Abbiamo dimostrato, in questi anni, di avere amministratori e dirigenti di qualità, questo si. Ma ora non basta, o meglio non basta più; a questa qualità occorre ora verificare la quantità. E la quantità la si ottiene con la partecipazione, con la capacità che dovremmo avere di coinvolgere quanti all’interno dei nostri partiti non trovano più rappresentanza, di uomini e di idee.
Sinistra Democratica si fa promotrice di questa istanza che nasce dall’idea che la democrazia si compie dal basso, con la partecipazione, con la militanza, con l’impegno di quanti credono di poter e di dover dare un contributo in termini di crescita al loro territorio.
Una sintesi di esigenze che porterà l’intero Centrosinistra salentino a chiudere prima di tutto su un programma condiviso e su punti qualificanti, e poi sui nomi.
Abbiamo già ribadito alla coalizione quali sono per noi le premesse innegoziabili; riteniamo che la scelta dei candidati dovrà avvenire tenendo conto delle loro attitudini ad essere rappresentativi sul territorio ed essere persone rispettabili dal punto di vista etico e morale.
Intendiamo ridurre al minimo previsto dalla legislazione vigente le indennità di trattamento economico per gli amministratori, ridurre al minimo il numero dei componenti l’esecutivo e intendiamo rideterminare le modalità di selezione del sottogoverno ( società partecipate e quant’altro).
Vogliamo proporre un nuovo modo di intendere la politica, proponendo un modello che rinnovi ed effettui un logico e necessario ricambio generazionale, basato sul rispetto del limite di due mandati consecutivi anche per i componenti il consiglio e l’esecutivo. Questo per restituire anche dignità alla politica e riappropriarsi della fiducia della gente e dei nostri elettori.
Sinistra Democratica è pronta ad un percorso insieme a quanti credono che è più importante stare tra la gente che invece rinchiudersi nei palazzi della politica la quale ha dimostrato, sopratutto ultimamente, come è facile adagiarsi e poi difficilmente rialzarsi.
Mimmo Saponaro
Coordinatore provinciale Sinistra Democratica
Non il bene della collettività, ma una scelta politica di pochi.
Non l’idea che la politica è al servizio del cittadino, ma l’idea che il cittadino è suddito della politica e delle sue decisioni.
Intorno ad un tavolo che affida alla sintesi (quale?) delle diverse anime la scelta del candidato presidente, uno come me che proviene dalla piazza, dalla strada, dal rapporto quotidiano con la gente, si sente a disagio.
Non mi assumo la responsabilità politica di fare proposte di nomi.
Dovranno essere i cittadini a scegliere chi gradiscono, dovranno essere le primarie a scegliere il candidato.
Non che io sia un sostenitore delle primarie….non ero e non sono affezionato a questo strumento ma credo che in questa fase occorra restituire la politica agli elettori.
Vogliamo essere lo strumento attraverso cui gli elettori possano esprimere la loro scelta…allora si farò la mia proposta, e sarà quella certificata dalla gente.
In questi giorni stiamo avvertendo che il popolo si sveglia, e l’esempio lo sono le centinaia di mail che ogni giorno riempiono le nostre caselle di posta.
Tutti per le primarie.
E allora perché non cedere quella presunta sovranità nella scelta ai nostri elettori, che meglio saprebbero interpretare le reali esigenze di un ente che per tempo abbiamo governato e governato bene.
Abbiamo dimostrato, in questi anni, di avere amministratori e dirigenti di qualità, questo si. Ma ora non basta, o meglio non basta più; a questa qualità occorre ora verificare la quantità. E la quantità la si ottiene con la partecipazione, con la capacità che dovremmo avere di coinvolgere quanti all’interno dei nostri partiti non trovano più rappresentanza, di uomini e di idee.
Sinistra Democratica si fa promotrice di questa istanza che nasce dall’idea che la democrazia si compie dal basso, con la partecipazione, con la militanza, con l’impegno di quanti credono di poter e di dover dare un contributo in termini di crescita al loro territorio.
Una sintesi di esigenze che porterà l’intero Centrosinistra salentino a chiudere prima di tutto su un programma condiviso e su punti qualificanti, e poi sui nomi.
Abbiamo già ribadito alla coalizione quali sono per noi le premesse innegoziabili; riteniamo che la scelta dei candidati dovrà avvenire tenendo conto delle loro attitudini ad essere rappresentativi sul territorio ed essere persone rispettabili dal punto di vista etico e morale.
Intendiamo ridurre al minimo previsto dalla legislazione vigente le indennità di trattamento economico per gli amministratori, ridurre al minimo il numero dei componenti l’esecutivo e intendiamo rideterminare le modalità di selezione del sottogoverno ( società partecipate e quant’altro).
Vogliamo proporre un nuovo modo di intendere la politica, proponendo un modello che rinnovi ed effettui un logico e necessario ricambio generazionale, basato sul rispetto del limite di due mandati consecutivi anche per i componenti il consiglio e l’esecutivo. Questo per restituire anche dignità alla politica e riappropriarsi della fiducia della gente e dei nostri elettori.
Sinistra Democratica è pronta ad un percorso insieme a quanti credono che è più importante stare tra la gente che invece rinchiudersi nei palazzi della politica la quale ha dimostrato, sopratutto ultimamente, come è facile adagiarsi e poi difficilmente rialzarsi.
Mimmo Saponaro
Coordinatore provinciale Sinistra Democratica
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